La sostenibilità del digitale come strumento di crescita delle organizzazioni associate a Torino Social Impact

Comunicato stampa del 24 settembre 2026.

Nel primo giorno di eventi a Terra Madre, ecco i risultati della prima survey Sloweb sui 446 partner di Torino Social Impact: presidiata la protezione dei dati, quasi assente la misura dell’impatto ambientale del digitale. I dati completi saranno presentai domani 25 settembre al Cinema Centrale di Torino.

Si è chiusa la prima rilevazione sulla sostenibilità digitale delle 446 organizzazioni aderenti a Torino Social Impact (imprese for profit, b-corp, associazioni, enti del terzo settore, ordini professionali) promossa da Sloweb APS insieme alla piattaforma torinese.

Si tratta più di un “carotaggio” che non un censimento, in quanto ha risposto la parte più sensibile e più volenterosa della rete, e i risultati vanno letti come il limite superiore di quello che i partner sanno fare oggi.

Le organizzazioni presidiano quello che le norme impongono e quasi nulla di quello che nessuno le obbliga a fare. Sull’area della protezione dei dati e della sicurezza, dove agiscono il regolamento europeo sulla privacy e il timore di perdere gli archivi, il campione raccoglie il 62% del punteggio disponibile. Sull’ambiente si ferma al 20% e sul governo interno della sostenibilità digitale al 26%. Una politica di Green IT, cioè le regole che un’organizzazione si dà per ridurre il consumo di energia e i rifiuti elettronici del proprio digitale, l’hanno indicata soltanto due organizzazioni sul totale. C’è molta strada ancora da fare per misurare l’impatto ambientale del digitale.

Il 26 agosto scorso il Dipartimento di Stato americano ha designato come organizzazione terroristica il collettivo italiano Autistici/Inventati, che dal 2001 fornisce caselle di posta e spazi web ad associazioni e gruppi politici; nel giro di pochi giorni i servizi sono diventati irraggiungibili e le associazioni che vi si appoggiavano, estranee al provvedimento, si sono trovate senza indirizzo di posta e senza l’archivio delle proprie comunicazioni. Sapere dove stanno i dati di un’organizzazione, chi li ospita e sotto quale legge, è la differenza fra spostarli in una settimana e perderli: è la ragione per cui la sostenibilità digitale riguarda la capacità di intervento di chi opera nel sociale, e non solo la sua rendicontazione.

«L’ambiente, il sociale e la governance, nel bilancio di un’organizzazione, passano ormai tutti dal suo digitale – commentano Maurizio Bulgarini e Pietro Jarre, rispettivamente presidente e founder di Sloweb –. Una organizzazione che misura l’impronta ambientale del proprio sito e che sa in quali server stanno i dati delle persone che assiste rendiconta un impatto e insieme si rende più difficile da spegnere: la consapevolezza si traduce in autonomia, e l’autonomia in capacità di intervento»

I risultati aggregati della survey saranno presentati alle organizzazioni che hanno partecipato domani venerdì 25 settembre al Cinema Centrale di Torino alle 9.30.

Terra Madre è la prima occasione pubblica di impegno comune di Slow Food e Sloweb che hanno sottoscritto in questi giorni un protocollo d’intesa per promuovere uno stile di vita, sobrio, pulito e giusto oltre che nel cibo anche nel digitale.

Sloweb e Torino Social Impact metteranno a disposizione dei partner gli strumenti che una singola associazione fatica a crearsi da sola: un modello di politica interna da adattare, l’elenco delle domande da fare a chi ospita i dati, una restituzione che dica a ciascuno dove è posizionato rispetto agli altri.