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Corso di formazione @ Chronos

Information Disorder – Istruzioni per l’uso (terzo appuntamento)

Mario Perini e Federico Bottino vengono invitati dalla coperativa sociale Chronos per formare gli educatori sui temi dei social media, fake news, disordine informazionale, hate speech e altri abusi digitali.

Corso di formazione @ Chronos

Information Disorder – Istruzioni per l’uso (secondo appuntamento)

Mario Perini e Federico Bottino vengono invitati dalla coperativa sociale Chronos per formare gli educatori sui temi dei social media, fake news, disordine informazionale, hate speech e altri abusi digitali.

Corso @ Chronos

Information Disorder – Istruzioni per l’uso (primo appuntamento)

Mario Perini e Federico Bottino vengono invitati dalla coperativa sociale Chronos per formare gli educatori sui temi dei social media, fake news, disordine informazionale, hate speech e altri abusi digitali.

Il disordine Informazionale – Università Cattolica di Milano

Federico Bottino sarà docente ospite del corso magistrale di Psicologia clinica dei gruppi e delle organizzazioni con un intervento dal titolo “Disordine Informazionale”. L’intervento sarà moderato dal professor Giovanni Foresti.
L’intervento avrà come oggetto il ruolo della digital propaganda, dell’informazione social e degli algoritmi nelle organizzazioni non governative, istituzionali e private.

Il disordine informazionale

La premessa

Ogni giorno vengono pubblicate e diffuse sui social network , in generale sul web, miliardi di informazioni.

Districarsi in questo mare magno di contenuti ed essere in grado di discernere l’autorevolezza dalla faziosità, la propaganda dal giornalismo e la satira d’intrattenimento dalla satira manipolata, sappiamo non essere semplice.
Il “disordine informazionale” in cui le persone versano ogni giorno  danneggia gli apparati teoretici delle persone stesse: può condurre a false credenze, pregiudizi o idee corrotte e danneggiare in certi casi l’immagine di singoli individui o aziende/istituzioni.

News Literacy Program

Nell’era dei blog, dell’editoria orizzontale (o post editoria) e del clickbaiting, sapersi informare è una necessità imprenscindibile. Saper distinguere e analizzare le varie tipologie di contenuti fuorvianti, saper eseguire rapide e semplici azioni di fact checking e debunking, essere propensi alla lettura critica dei testi e degli ipertesti sono prerogative fondamentali per mantenere un livello intellettuale, teoretico e informazionale, costruttivo e virtuoso, anziché distruttivo e pregiudizioso.

Corporate social digital responsibility

Dal canto loro, gli ambienti in cui avvengono queste forme di distribuzione sono i social network, luoghi dove le persone trascorrono gran parte del loro tempo durante la giornata. Le reti sociali sono luoghi virtuali in cui individui da tutto il mondo possono scambiare informazioni e condividere contenuti multimediali, in tempo reale.

Questa iper-connettività ha però un prezzo.

Gli eccessi dovuti all’eccessiva “condivisione” di contenuti, informazioni ed esperienze personali possono diventare sintomi di disagi sociali e patologici profondi e dunque pericolosi per gli ambienti (reali e digitali) circostanti.

La selfiemania, l’hate speech, la condivisione di notizie fake, contenuti spazzatura e satira manipolata, l’adesione a shitstorm e altri atteggiamenti di “maleducazione” o “violenza” digitale, oltre a ledere la capacità critica di fruizione dell’informazione ed esegesi delle fonti degli individui, possono danneggiare l’immagine dei soggetti collettivi che si trovano a dover gestire crisi social iniziate dal caso di un singolo individuo.

Aziende, cooperative, istituzioni e associazioni sono sempre più attente a ciò che viene definita social netiquette e alla corretta “postura” di un professionista che si approccia a questi nuovi strumenti mediatici.

Questi enti hanno dunque il compito di adeguare la propria responsabilità sociale all’era dei nuovi media. Da un lato quindi imparando a difendersi dalle minacce dei media digitali e dai comportamenti negativi dei singoli che possono sfociare talvolta in abusi digitali; dall’altro apprendendo anche a sfruttare le grandi opportunità, soprattutto editoriali e di visibilità, che sono offerte dai media digitali e dai nuovi strumenti.

L’impatto sociale dell’attività aziendale, associativa o cooperativa può essere il protagonista di efficaci narrazioni corporative, che declinati in piani editoriali per il web, possono rivelarsi un importante asset digitale per l’azienda (o associazione, istituzione).
Il piano editoriale digitale serve inoltre a fornire ai soggetti individuali parte del gruppo aziendale delle linee guida (soprattutto a livello di contenuti) per quanto riguarda le “scelte editoriali” coerenti con la visione aziendale.
Sviluppare una community partendo dalla creazione interna di contenuto distribuito su reti sociali, chiuse (worknet) o aperte (public pages), è un obiettivo comune a tutte le aziende e i soggetti collettivi che intendono strutturare una propria presenza all’interno degli ambienti digitali e sfruttarla per ottenere più visibilità, aumentare l’autorevolezza del brand, o, più semplicemente, per attirare nuovi clienti.

Sloweb al Circolo dei Lettori

Sarà presentato al Circolo dei Lettori – Sala Musica “Sloweb, piccola guida all’uso consapevole del web”, Golem Edizioni, a cura di Pietro Jarre e Federico Bottino.

Saranno presenti Gabriella Bardaro, Enrico Deaglio e Peppino Ortoleva.

La piccola guida all’uso consapevole del web raccoglie gli interventi di esperti di comunicazione, informatica, dipendenza dalle droghe, di privacy e diritti digitali.

Sloweb a L’Ibrida Bottega

Pietro Jarre e Federico Bottino presentano: “Sloweb, piccola guida all’uso responsabile del web”, Golem Edizioni. Dialoga con gli autori Gabriella Bardaro.

 

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  • Sede legale:
  • Piazza C.L.N., 254 – 10121 Torino
  • Sede operativa c/o Escamotages
  • via Gioberti 26bis – 10128 Torino
  • Tel. 011-19916610
  • [email protected]
  • C.F. 97823610015

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