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FoMO: cos’è e come si combatte

Cos’è la FoMO

L’acronimo FoMO deriva dall’inglese Fear of Missing Out, ovvero la paura di essere tagliati fuori, di “perdersi qualcosa di importante”. Per quanto la diffusione del vocabolo sia abbastanza recente, la “scoperta” del fenomeno risale al 1996, e l’acronimo già nel 2013 veniva inserito di diritto nell’Oxford English Dictionary.

La FoMO è una forma di ansia sociale caratterizzata dal desiderio, chiaramente irrealizzabile, di essere dappertutto, per non perdersi niente di quello che succede intorno a sé. Chi soffre di FoMO vorrebbe essere continuamente partecipe di ciò che fanno i propri amici e conoscenti. Il timore è che scegliendo di fare una cosa piuttosto che un’altra si possa perdere un’opportunità di interazione sociale, o più generalmente che altri stiano avendo delle esperienze gratificanti dalle quali si è tagliati fuori. Ne deriva che non si è mai pienamente soddisfatti di quello che si sta facendo. Per cui, se scegliamo di andare ad una festa, l’indomani saremo pentiti di non aver visto un certo programma per poterlo commentare con gli amici. Ma se scegliamo di guardare il programma in TV, l’indomani i racconti della festa ci faranno pentire di non essere andati, e via dicendo.

Come nasce la FOMO

Per quanto presente anche prima dell’uso dei social network, la FoMO viene esacerbata proprio dai frequenti scroll delle varie bacheche, ed è l’emblema degli effetti della comunicazione di massa moderna. Poiché sui social media si posta solo il meglio (di sé stessi, di ciò che si fa, dei posti che si visitano, ecc…), chi osserva ha l’impressione che le cose belle e interessanti accadano sempre e solo agli altri. È il controllo ossessivo dei feed social media che ci fa incaponire non tanto su cosa ci piacerebbe fare, ma su cosa non possiamo non fare, perché gli altri lo fanno. Una storia vecchia come il mondo, ma che viene moltiplicata per ogni volta che in un’ora diamo un’occhiata alle email, a Whatsapp, a Instagram.

Inoltre, quando la scelta di cose da fare è così ampia, come accade appunto ai giorni nostri, la FoMO porta a concentrarsi esclusivamente sulla quantità, e non sulla qualità delle esperienze che si fanno. Ogni esperienza viene fatta con l’idea che quella successiva sarà meglio, e si passa da una all’altra senza realmente apprezzarne nessuna.

Come difendersi dalla FoMO

Inutile negare che di questi tempi siamo un po’ tutti soggetti alla FoMO. E come con tutti i problemi, riconoscerlo è il primo passo verso una soluzione.Non si può essere gelosi di tutte le foto che si vedono sui social. Provate a rigirare la frittata: chi passa mezz’ora della sua vacanza a scattare la foto perfetta, condividerla, commentarla, ecc…, si sta divertendo davvero?

Inoltre, provare a limitare la dipendenza dai social network, in questo, e in qualsiasi altro caso, non può che essere benefico. Se anzichè guardare Facebook per un’ora passassimo quel tempo per fare una passeggiata o leggere un libro o qualche articolo, di sicuro avremo guadagnato delle esperienze positive e non solo fatto il pieno di paura e invidia.

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