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La CDR, Corporate Digital Responsibility

La CDR, Corporate Digital Responsibility, è un quadro di politiche che le aziende e le corporation possono portare avanti per favorire, in ultima analisi, l’innovazione sociale digitale.

Ne abbiamo parlato tanto durante il Digital Ethics Forum 2020, ma è utile saperne di più e tenere sott’occhio ciò che succede, anche per promuovere questi concetti tra le imprese italiane.

Un video che suggeriamo ai nostri soci e amici spiega con semplicità questi concetti (per chi non mastica il tedesco, la traduzione con sottotitoli in inglese non è male 🙂

Link all’articolo originale: https://bit.ly/3jfkH7F

Un altro passo verso un digitale sostenibile

Futurearth, un collettivo di ricercatori, scienziati e innovatori di tutto il mondo ha annunciato il Montreal Statement on Sustainability in the Digital Age, ovvero una dichiarazione che sottolinea come non si possa auspicare un futuro sicuro e sostenibile, anche e sopratutto a livello ambientale, se prima non ci si attiva per garantire un mondo digitale sostenibile, sicuro e affidabile per tutti.

Insieme al contratto di Tim Berners-Lee, di cui abbiamo parlato in questo articolo, il Montreal Statement segna un altro passo verso la ricerca, e la pretesa, dei singoli individui di un digitale sostenibile e più sicuro.

Per sapere quali sono le nostre idee concrete, seguiteci al Digital Ethics Forum il prossimo 1 e 2 ottbre!

WWW = World Wild Web

Una profonda riflessione su cosa sia diventato il web. Tim Berners Lee è partito da un’idea che con gli anni è stata sempre più messa da parte per lasciare spazio al profitto 💰

Noi però non dobbiamo sempre stare a guardare, si può e ci si deve ribellare, chiedere più controlli, pretendere una rete equa 🌱

Leggete questo articolo di Pietro Jarre e venite a lottare con noi! ✊

https://bit.ly/2AzRkgh

Frammenti d’innovazione

Idee ed esperienze sulla didattica a distanza per una scuola dell’inclusione

Quando si dice fare di necessità virtù ✌️

…oppure, when life gives you lemon, mix it with gin 🍋🍸😆

Cerchiamo di tirare fuori del positivo da questa situazione problematica. La didattica a distanza non deve, e non può, essere la soluzione definitiva, ma può portare utili spunti a rendere l’educazione più inclusiva.

Condividiamo volentieri questa iniziativa di ISMEL:

Frammenti d’innovazione
Idee ed esperienze sulla didattica a distanza per una scuola dell’inclusione
 A cura di Gian Carlo Cerruti (coordinatore), Domenico Chiesa, Nunzia Del Vento, Rocco De Paolis, Francesca La Torre, Mirella Pezzin, Benedetto Spagnuolo

Le scuole sono chiuse da molti mesi ed è assai probabile che l’avvio del prossimo anno scolastico avvenga in condizioni molto problematiche. L’attuale didattica a distanza è stata ed è tuttora una risposta emergenziale per cercare di limitare i danni di una lunga chiusura. Non può essere pensata come un sostituto funzionale della scuola in presenza. Tuttavia, è un’attività percorsa da iniziative originali e di grande valore, nate con l’intento di mantenere viva la relazione educativa d’insegnamento/apprendimento e contrastare i fenomeni di esclusione dai processi di istruzione che colpiscono duramente le fasce più deboli degli studenti.

In questa situazione ISMEL ha ritenuto utile promuovere occasioni di incontro tra insegnanti, genitori e studenti delle scuole impegnati a riflettere su come creare una comunità educante e di apprendimento nelle circostanze date e come avviare forme di didattica inclusiva.

Si tratta di un progetto aperto alla collaborazione di quanti stanno operando nella scuola: chi volesse partecipare o singolarmente o in gruppo con altri colleghi è il benvenuto e può mettersi in contatto con [email protected].

Il progetto fa parte delle attività preparatorie alla Settimana del Lavoro 2020. Formazione: costruire il futuro, prevista per il 19-23 ottobre 2020.
 
Scopri di più

Un aggiornamento sull’applicazione di contact tracing digitale per l’emergenza coronavirus

Aggiornamenti importanti sullìapp di contact tracing:

“Il codice sorgente del sistema di contact tracing sarà rilasciato con licenza Open Source MPL 2.0 e quindi come software libero e aperto” ✌️

https://bit.ly/2RZYU9c

Coronavirus, via libera all’app di Bending Spoons per fare contact tracing

Da Wired del 16 aprile 2020

di Raffaele Angius

https://www.wired.it/internet/web/2020/04/16/coronavirus-app-bending-spoons-contact-tracing/?utm_campaign=wired&utm_medium=marketing&utm_source=Facebook&fbclid=IwAR37Nw0gsOGmt5y_2ZTQ26yR16Q5KoUwa_JcWQC9lJO2kQjUFW6JwuYUD80#Echobox=1587074842

Come sarà la app di Apple e Google per il tracciamento dei contagi

Di Wired del 14 aprile 2020

di Diego Barbera

https://www.wired.it/mobile/app/2020/04/14/app-apple-google-coronavirus/?utm_medium=marketing&utm_campaign=wired&utm_source=Facebook&fbclid=IwAR1zLknZWwba1OlVS2jn48xinQr2bdJiyiMQSiqvAaekQWmjP1fwgMovB8c#Echobox=1586913578

Apple and Google are launching a joint Covid 19 tracing tool for iOS and Android

Da Tech Crunch del 10 aprile 2020

di Matthew Panzarino

Segnaliamo una cooperazione di Google e Apple per la realizzazione di un sistema di tracciamento di positivi Covid-19. Fondamentale all’interno di una strategia di fase 2. Funziona così:

1. a due tizi capita di stare insieme per una decina di minuti. I due telefoni si scambiano via bluetooth identificatori anonimi. Questi identificatori cambiano ogni 15 minuti per assicurare il massimo anonimato
2. successivamente, uno dei due tizi viene trovato positivo al COVID-19. Tramite una app disponibile sul telefono segnala VOLONTARIAMENTE il suo stato al sistema sanitario nazionale e CONSENTE alla trasmissione degli identificatori anonimi delle persone con cui è stato in contatto negli ultimi 14 giorni
3. tramite una app le persone corrispondenti agli identificatori sono avvertite del loro stato di possibile contagio e vengono guidate nei passi da intraprendere

https://tcrn.ch/2zajldb

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