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Etica della tecnologia
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Hackers fascisti su Zoom

Venerdì pomeriggio abbiamo, come tanti, partecipato su Zoom alla presentazione pubblica di Tempo Curioso, un progetto per il contrasto della povertà educativa minorile finanziato da Con i bambini. 

Tutto ci saremmo aspettati meno che la presentazione online venisse hackerata con la comparsa sullo schermo di svastiche e bestemmie e audio inneggianti al Duce. Bloccando gli utenti, rientravano subito dopo con altri profili, tutti evidentemente falsi.

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Accesso neutrale ai servizi TV in streaming

di Franco Marra

La strada dell’inferno è larga e in discesa (prov.)

Premessa e scopo del documento

La “neutralità della rete” è il principio giuridico secondo il quale nessuno può essere discriminato nell’uso di Internet. Ma si può parlare di neutralità nell’accesso quando il numero e il tipo di servizi fruibili nel web è artificialmente stabilito da chi li fornisce? Quando esistono limitazioni al di là di quanto dettato dal potenziale della tecnologia? O quando l’utente, per incompetenza, abitudine o pigrizia, rinuncia all’uso dei motori di ricerca e si affida solo a servizi già impacchettati commercialmente?

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Tempo Curioso

Sloweb è felice e orgogliosa di annunciare il lancio di Tempo Curioso, un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, del quale siamo partner.

Tempo Curioso affronta le povertà educative dei minori (11-14) nella media e alta Valle di Susa, dove l’isolamento abitativo ed il pendolarismo determinano solitudine e diseguaglianza nell’accesso alle risorse extra-scolastiche e territoriali.

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I Fili dell’#Odio

“Facebook ti aiuta a connetterti e rimanere in contatto con le persone della tua vita” dice la homepage del social. Bello. Ma allora da dove salta fuori tutto questo odio?

La realtà è che i social – non solo Facebook, certamente – sono diventati il mezzo su cui riversare frustrazioni, scontentezza, e odio. Spesso, su persone completamente sconosciute.

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Intelligenza artificiale tra etica e profitto

di Lucia Confalonieri

Photo by Kimberly White/Getty Images for TechCrunch

L’approccio etico dei colossi del WEB tra opportunità e ipocrisia

Un anno fa, preparando il mio intervento “Intelligenza Artificiale tra etica e lavoro” alla Conferenza del Forum Democratico del Canavese avevo trovato diversi esempi di pregiudizi (bias) insiti negli algoritmi di Intelligenza Artificiale (IA), utilizzati nei loro software da colossi del Web quali Amazon, Facebook, IBM, Microsoft, ecc…

La maggior parte di questi pregiudizi amplificava discriminazioni legate al colore della pelle e al genere, già insite nella nostra società.

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Lo spazio di archiviazione di Google Foto… quanti dati!

Nei giorni scorsi potrebbe essere arrivato anche a voi un aggiornamento riguardo allo spazio di archiviazione su Google Foto. Una mail annuncia che da giugno 2021 lo spazio di archiviazione gratuito non sarà più illimitato. Da un lato è comprensibile: lo spazio di archiviazione anche per i big della tecnologia non è illimitato e ha dei costi; dall’altra stona il fatto che dopo aver attirato tantissimi utenti con l’offerta dello spazio gratuito e aver allenato le AI con le nostre foto adesso ci facciano anche pagare. Ma questa discussione etica lasciamola sedimentare e teniamola per un altro momento. Perché quello che ci preoccupa adesso è un problema più pressante, strettamente legato all’ambiente.

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La successione nel patrimonio digitale

L’Avvocato Alessandro d’Arminio Monforte ci racconta il suo libro in uscita con Pacini Editore.

“Nel redigere quest’opera mi sono soffermato spesso a riflettere su quanta parte della nostra storia personale sia (e sarà ancor di più in futuro) racchiusa all’interno della memoria di un telefono, di un personal computer o di un tablet: le fotografie di famiglia, i filmini delle vacanze, gli appunti, i documenti di lavoro, solo per citare alcuni.

La rivoluzione digitale ha spazzato via il foglio di carta, la penna, la pellicola fotografica, il nastro magnetico ed ha assegnato ad un contenitore metallico asettico e senz’anima, fatto di microchip, quel ruolo che un tempo apparteneva alla rassicurante “scatola dei ricordi”.

La straordinarietà del fenomeno ha ingenerato in me una strana ansia, derivante dal fatto che affidiamo costantemente la nostra storia personale (e il nostro presente) ad una serie di 0 e 1 memorizzati su supporti tanto fragili quanto piccoli.

Mi sono quindi domandato cosa accadrebbe se quei bit, carichi di sentimenti e di valore (economico o personale) venissero accidentalmente perduti o che conseguenze potrebbero derivare se, ora per opposizione del fornitore del servizio di cloud storage, ora per carenza di un istituto giudico apposito, non potessero giungere a coloro che sono destinati a succederci.

La risposta che mi sono dato è stata tanto banale quanto allarmante: della vita, della storia, del passato di ciascuno di noi non resterebbe nulla. I nostri figli, i nostri nipoti, i nostri coniugi o partner o i nostri genitori (come ci insegna l’esperienza giudiziaria) potrebbero non avere un nostro ricordo, una nostra foto, un nostro video.

Le conseguenze personali e sociali sarebbero disastrose, soprattutto per tutti coloro che sono nativi digitali e, dunque, ignari dell’importanza di un supporto fisico (quasi) sempre disponibile quale la pellicola fotografica, il nastro magnetico o la scatola dei ricordi.

L’auspicio è quindi che il legislatore intervenga al più presto per garantire che il diritto alla trasmissione generazionale della ricchezza digitale (economica e personale) possa essere serenamente esercitato e, soprattutto, per salvaguardare quel patrimonio storico che appartiene a ciascuno di noi e alla collettività intera.  

La disciplina della successione digitale deve essere anch’essa un feudo inviolabile dello Stato sovrano e non una terra franca dominata dai fornitori dei servizi della società dell’informazione che, troppo spesso, sono dimentichi dei diritti derivanti dalla successione.”


Il libro:

Per lungo tempo le successioni a causa di morte sono state concepite come un fenomeno circoscritto a beni materiali o, al più, immateriali. La rivoluzione tecnologica ha, tuttavia, mutato radicalmente la realtà sociale e creato una nuova categoria di cespiti, asset fondamentale del patrimonio ereditario: i beni digitali.

Come possiamo garantire ai nostri eredi il passaggio generazionale di password, fotografie, video e musica digitali, account social, criptovalute, programmi per elaboratore, siti web, blog, e-book, messaggi di posta elettronica, contratti stipulati on-line e, in generale, di nostri documenti informatici (a contenuto patrimoniale o personale)? Che ne sarà della nostra identità (personale, professionale e digitale), in assenza di una pianificazione?

Il volume tratta in modo organico il tema ormai noto come “eredità digitale”, attraverso un’analisi degli elementi che compongono il patrimonio digitale, degli strumenti giuridici attualmente a disposizione per la loro trasmissione e della confezione di un testamento digitale.

Lo scopo è quello di fornire ai professionisti dell’area legale e, in generale, a tutti coloro che intendano pianificare la propria successione digitale un ausilio nella comprensione della natura dei beni facenti parte del patrimonio digitale e dei relativi limiti di disposizione, nonché nell’identificazione dello strumento più adeguato per la loro trasmissione

A questo link la pagina web del libro, al sito di Pacini Editore.

Sloweb e Fridays for Future

Quando si parla di cambiamento climatico, si pensa soprattutto all’inquinamento causato dai mezzi di trasporto, dalla produzione industriale, dalle nostre pessime abitudini, dai rifiuti. Eppure, l’effetto serra aumenta con la produzione di energia elettrica. E qui purtroppo è sempre più colpa del digitale!

L’uso (e abuso) delle tecnologie digitali causa un incremento esponenziale della produzione di dati che attualmente richiede più elettricità di tutta l’industria avionica. Il consumo di energia per il web cresce del 15 – 20% ogni anno, più che in ogni altro settore. Un dato tanto incredibile quanto allarmante, e di cui non parla nessuno.

La lotta per un uso responsabile del web, mission principale di Sloweb, include la lotta allo spreco di energia e all’inquinamento causato dal digitale. Sloweb aderisce all’iniziativa di Fridays for Future invitando tutti a un uso ecologico dei dati digitali: soprattutto quando siamo online non dobbiamo smettere di pensare che stiamo lasciando una traccia. Cambiare le nostre abitudini è importante sia quando differenziamo i rifiuti o usiamo la bici al posto della macchina, sia quando accendiamo il PC o utilizziamo lo smartphone. Non smettiamo di lottare per il futuro appena guardiamo il telefono.

Ci sono abitudini che possiamo cambiare oggi e fanno bene all’ambiente e al nostro futuro: non condividiamo in modo compulsivo, non inoltriamo cose tanto per fare, riduciamo immagini e testi, copie e spazzatura. Teniamo pulito, viaggiamo leggeri, riconquistiamo spazio e tempo. Più relazioni, meno connessioni.

Inoltre, Sloweb promuove a Torino dal 3 al 5 ottobre il Digital Ethics Forum, un forum di discussione sull’etica del digitale, a partecipazione gratuita. Tanti saranno i temi affrontati per provare a rispondere a quesiti di questo tipo:

  • È etico produrre giochi che danno dipendenza agli utenti, e accumulano profitti nelle mani di pochi con i soldi di molti?
  • È etico che i dati e le informazioni siano in possesso e sempre di più di pochi monopoli?
  • È etico che l’industria ICT non abbia un codice di autoregolamentazione, e spadroneggi in tutto il mondo? Le banche, l’industria petrolifera, quella mineraria li hanno da 20 anni. E il Web?

Non mancare, vieni al Digital Ethics Forum!

Netiquette, questa sconosciuta

di Giulia Balbo

I termini etichetta e galateo sanno un po’ di anni ‘90, e aggiungerci un riferimento alla rete, al network, da qui Netiquette, non svecchia granchè. Eppure, non c’è niente di più moderno e necessario. Già, perché dietro a quel nome un po’ retrò, si celano pratiche di utilizzo del web per un uso corretto, nel rispetto degli altri e delle norme di educazione civile, che con il diffondersi delle tecnologie digitali sono sempre più indispensabili.

La netiquette non è altro che un insieme di regole informali di buon comportamento online per una comunicazione chiara, efficace e non invasiva, o fastidiosa per gli altri. Il concetto non fa tanto riferimento all’uso di internet per la ricerca di informazioni, ma piuttosto all’uso che se ne fa mettendosi in relazione con altri. Infatti, la netiquette è nata con lo svilupparsi dei primi forum e chat già negli anni ‘80 e si è aggiornata di pari passo con l’evolversi delle tecnologie. Se una volta si applicava principalmente ad email e gruppi di discussione, adesso include anche principi validissimi per i social network e whatsapp.

Il rispetto della netiquette non è imposto per legge, ma il mancato attenersi alle sue pratiche non è visto di buon occhio all’interno della rete, e può portare all’esclusione del soggetto in causa – oltre che a renderlo antipatico, spesso sia online, sia offline.

In linea generale la netiquette prevede che nelle comunicazioni online si scriva correttamente, facendo attenzione a punteggiatura e ortografia, non si abusi dei caratteri maiuscoli, che online sono sinonimo di concetti urlati, e non si usino toni aspri e di rimprovero verso chi commette errori. In caso di ambiguità di un concetto, è bene usare le emoticon per chiarire il tono della frase.

Ma vediamo anche alcune indicazioni per strumenti specifici:

Netiquette email

  • Indicare sempre l’oggetto di una email – aiuta i destinatari a capire e catalogare il messaggio (ogni giorno riceviamo tantissime email, non si può pretendere che tutti siano sulla nostra stessa linea d’onda e sappiano di cosa gli stiamo parlando).
  • Anche se un’email non richiede necessariamente una risposta diretta, è cortesia segnalare di aver ricevuto il messaggio.
  • Non diffondere spam, pubblicità o catene di sant’Antonio. Non tutti hanno i nostri stessi interessi. Inoltre, l’invio di mail consuma energia, chiedetevi se è proprio necessario.
  • Preoccuparsi di mantenere la privacy dei destinatari negli invii multipli, utilizzando correttamente la funzione CCN (se non sapete come, ve lo spieghiamo in questo articolo).
  • Sebbene il testo di una mail sia predisposto per ospitare anche grandi quantità di testo, un messaggio è solitamente più efficace se conciso. Chiedetevi sempre se state scrivendo concetti utili, o se non vi stiate dilungando troppo.
  • Rileggere sempre con attenzione prima di inviare, e se si tratta della risposta ad un messaggio, verificare di averlo letto in maniera approfondita prima di inviare la risposta.
Inserire sempre tutte le informazioni in maniera corretta

Netiquette social networks

  • Non confondere profilo pubblico e messaggi privati. Ciò che è stato condiviso in maniera confidenziale dovrebbe rimanere tale.
  • Richiedere il consenso prima di pubblicare foto o video che ritraggono altri, e taggarli. Non tutti abbiamo lo stesso spirito di condivisione.
  • Non utilizzare la timeline di un social per portare avanti conversazioni private o per status di stretto interesse privato (vado a bere il caffè…).
  • Se si è parte di un gruppo o di una community, condividere solo contenuti rilevanti e che aggiungano valore (ad esempio, evitare pubblicità).
  • Se necessario riportare screenshot, assicurarsi di aver coperto o cancellato i dati sensibili.
  • Citare sempre la fonte quando si condivide un contenuto esterno (link, video…).
  • Non inviare a caso e in massa richieste di like o inviti. Selezionando le persone giuste, non solo ci sono più probabilità che rispondano, ma eviterete di risultare fastidiosi.
Netiquette dei social network
via MEME

Netiquette Whatsapp

  • Usare i messaggi vocali con giudizio. C’è chi li apprezza, ma per molti altri sono fastidiosi. Permettono poca interazione, e spesso è facile dilungarsi e occupare moltissimo tempo che il ricevente potrebbe non essere disposto o essere impossibilitato a concedervi.
  • Non scrivere una parola per messaggio, creando conversazioni di una pagina per dire due cose. Chi riceve potrebbe avere la suoneria accesa e creare una serie infinita di trilli non è piacevole.
  • Ancora più che su Facebook, su Whatsapp è fondamentale evitare di inviare contenuti che non c’entrano nulla con la chat in oggetto. Mandare in continuazione Buongiornissimi sulla chat della palestra o con le maestre di scuola, o condividere la propria opinione politica su gruppi in cui si parla di tutt’altro potrebbe risultare in un leggero fastidio degli altri partecipanti alla chat, in quanto non strettamente pertinenti.
  • Quando create un gruppo, fornite delle linee guida per fare in modo che i partecipanti possano contribuire in maniera costruttiva, e se abbandonate un gruppo, date sempre una spiegazione per evitare incomprensioni.

Infine, tre concetti importantissimi alla base della netiquette moderna.

Mai utilizzare insulti e toni astiosi. Scriviamo da un profilo, o da un indirizzo, ma chiediamoci sempre se ciò che possiamo dire con una tastiera lo diremmo anche di persona. Spesso lo schermo ci sembra uno scudo dietro al quale possiamo nasconderci. Non è così, siamo responsabili in prima persona anche di quello che diciamo online.

Non condividere automaticamente link, post, video ecc.. senza aver verificato che siano fondati (se serve una rispolverata, guardate il nostro archivio fake news). E, se li inviate ad altri, fornite sempre una spiegazione. Mandare quelli che vengono chiamati link nudi è irrispettoso, si chiede al ricevente attenzione incondizionata, senza fornire un contesto.

Netiquette di whatsapp
Sono in pausa pranzo? 🙂

Gli smartphone hanno portato la vita online e quella offline a contaminarsi reciprocamente. Sempre più spesso chi usa gli strumenti digitali per lavoro fa fatica a porre e imporsi dei limiti orari. Cerchiamo sempre di rispettare gli altri utilizzando gli strumenti adatti ad ogni contesto (whatsapp per gli amici e le email per lavoro, ad esempio?), e senza pretendere reperibilità 24 ore al giorno, tutti i giorni. Se inviate un messaggio di lavoro il venerdì sera, non aspettatevi una risposta prima del lunedì, anche se sapete che chi l’ha ricevuto l’ha già letto. Le tecnologie ci occupano già la mente tutto il giorno, cerchiamo di lasciare spazio ai momenti che ognuno decide di dedicare ad altro.

  • Associazione Sloweb
  • Sede legale:
  • Via Bertola, 35 – 10122 Torino
  • Sede operativa c/o Escamotages
  • via Gioberti 26bis – 10128 Torino
  • Tel. 011-19916610
  • [email protected]
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