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World wide web o world wild west?

Sul numero 245 di Gioventù Evangelica Pietro Jarre riflette sulla possibilità di creare una rete fair in un interessante e approfondito articolo del quale vi riportiamo qui di seguito una sintesi.

Il world wide web, strumento concepito per la diffusione della conoscenza e
dell’informazione e, indirettamente, di democrazia e uguaglianza è diventato territorio esclusivo dell’Industria delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione.

Guardando all’industria ICT e ai rapporti di questa con cittadini-utenti e Stato, possiamo dire che attualmente la miscela non è in equilibrio: gli utenti fanno ciò che dice loro di fare l’industria – e con ciò si abituano a ubbidire, e tutti insieme, nota bene – e lo Stato sta a guardare.

Affinchè si possa creare una rete fair, bisogna pretendere più controllo collettivo, non da parte delle stesse società che sul web guadagnano, ma da parte dello Stato. Oggi la battaglia di sempre per una civiltà civile passa attraverso lo scontro e la lotta agli usi impropri del web.

Solo così il web può e deve essere usato per scopi positivi e il progresso umano.

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