• Italiano
  • English

Sloweb ai tempi della quarantena

Da quando siamo chiusi in casa in quarantena, la nostra necessità di essere connessi alla rete si è fatta sentire più che mai. Che sia per lavorare, tenersi al passo con gli studi, informarsi, svagarsi o tenersi in contatto con amici e familiari, il tempo passato online nell’ultimo mese è salito alle stelle. 

Come Sloweb non possiamo che interrogarci su quanto tutto questo aiuti o meno la nostra sanità mentale in un periodo già di per sé piuttosto complesso. Per cui ci siamo chiesti, cosa vuol dire Sloweb chiusi in casa con una connessione?

Bene o male?

Innanzitutto, il modo in cui scegliamo di utilizzare la rete in questo periodo di quarantena è una decisione tanto forte quanto un voto. Il nostro comportamento online può generare un danno o un beneficio collettivo di grandi dimensioni. É un tempo di incredibile opportunità per comportarsi bene – per il bene del prossimo – o male.

Meno e meglio

Tutti passiamo oggi molto tempo nel web. Non solo più 6 ore, ma 16; non solo gli adolescenti, anche i bambini, gli adulti, gli anziani. Chi gioca, chi chatta, chi scrolla. Qualcuno studia, e forse impara; qualcuno lavora, e forse produce. Scegliendo di imparare, selezionare le nostre opzioni più importanti, dare valore al tempo speso online ed eliminare il superfluo, investiamo il nostro tempo, non lo sprechiamo; proteggiamo l’ambiente, non lo inquiniamo; usiamo il web, non ne abusiamo.

Ecco i nostri consigli

Informazione:

Se abitualmente dovremmo fare molta attenzione alle informazioni che leggiamo, in questo periodo molto delicato dovremmo farlo ancora di più. Sono innumerevoli i messaggi vocali falsi o inutilmente allarmisti, e le notizie di presunti studi scientifici non tali circolati nelle reti sociali. Oltretutto, la qualità media dell’informazione del web è generalmente più bassa di quanto non fosse per l’editoria cartacea, e spesso si inciampa in notizie non vere. È fondamentale imparare a verificare tutte le informazioni che ci arrivano da social, gruppi whatsapp, email: le catene, le bufale e le truffe sono sempre in agguato. In questo contesto di emergenza sanitaria e crisi economica bisogna evitare di alimentare il fuoco con falsi allarmismi, per non generare panico e ansia immotivati (ad esempio, i supermercati vuoti).

  • Riflettere e analizzare in maniera critica ciò che si riceve.
  • Verificare le fonti e il contesto delle notizie.
  • Se in dubbio, non ri-condividere.
  • Aprirsi al dialogo e condividere notizie esprimendo un proprio parere, non semplicemente lanciando dei “link nudi”. Spieghiamo a chi riceve perché riteniamo quel contenuto interessante. Se non siamo in grado di farlo, forse è meglio non condividerlo.
  • Moderare le condivisioni, per non affliggere i membri della nostra comunità con notizie inutilmente ripetute o pubblicate in numero eccessivo e sprecare preziose risorse di rete.
  • Cercare di essere leggeri e ironici. I tempi sono duri, proviamo a non renderli ancora più cupi. Il web è pieno di meme che aspettano di far nascere un sorriso 🙂

Educazione:

I ragazzi sono a casa, studiano online, ma giocano anche, e chattano, e mille altre cose.  Questa per i genitori può essere una grande opportunità di avvicinarsi a loro, per conoscere e capire cosa fanno sul web. Se in quarantena passeranno più tempo online non c’è da stupirsi, è fisiologico. D’altra parte non possono fare sport, vedere gli amici, andare a farsi un giro. Qualcosa dovranno pur fare. Ed è sicuramente meglio condividere con i ragazzi queste esperienze piuttosto che cercare di reprimerle. 

Soprattutto nel caso dei più piccoli, maestre e alunni dovrebbero ricordare che usando piattaforme o programmi privati (Google, Zoom, ecc..) i dati dei bambini non sono protetti. È chiaro che in una situazione di emergenza in cui l’Italia non era pronta alle lezioni digitali si può chiudere un occhio, ma facciamo tesoro di questa esperienza per esigere programmi statali in cui la nostra privacy, e soprattutto quella di bambini e ragazzi, non sia a rischio.  

Partecipazione civica:

L’obiettivo delle istituzioni deve essere quello di rassicurare e sostenere la popolazione dando informazioni esaustive.

  • Informare selezionando, dare per primi l’esempio di toni idonei e di contenuti ben fondati.
  • Utilizzare il giusto media. Da un lato è fondamentale che le informazioni raggiungano tutti in maniera capillare. Dall’altro, anche in situazione di emergenza, non bisogna dimenticarsi che le comunicazioni vanno diffuse attraverso i canali appropriati. Per cui, se in emergenza è efficace utilizzare i social media, è opportuno tenere a mente che ci sono mezzi di comunicazione ufficiali a cui molti più cittadini hanno accesso che sarebbe preferibile usare (vedi la rete televisiva pubblica vs un social network privato). Chiaramente uno non esclude l’altro, ma il canale ufficiale deve sempre riportare tutte le informazioni.

Socialità:

Ci hanno sempre fatto credere che lo spazio digitale sia infinito. Eppure, in  questo mese, i ragazzi avevano difficoltà a studiare per le continue interruzioni di rete. Le conferenze online non erano nitide e ogni tanto qualcuno “saltava”. Diversi servizi hanno dovuto adattarsi a disponibilità minori di banda per poter continuare a funzionare. Indubbiamente abbiamo bisogno di sentire e vedere i nostri cari, non potendoli andare a trovare, ma sarebbe utile avere alcune accortezze, affinché questo nuovo tipo di socialità da quarantena non diventi un supplizio per chiunque usi la rete.

Foto flickr: Greg Balzer
  • Ricordarsi che ci sono ore di picco da evitare, per lasciare spazio a chi studia e a chi lavora.
  • Rispettare il prossimo, assicurandosi che il mezzo di comunicazione scelto per la socialità vada bene ad entrambi.  A volte basta un SMS, o una mail, altre un whatsapp o una videochiamata, basta pensarci un attimo, e mettersi anche nei panni degli altri.
  • Rispettare i tempi. 30 minuti di videochiamata o 6 video del nipote per qualcuno possono essere pochi, per altri tantissimi. Affinché la rete e i nostri nervi non siano inutilmente sovraccaricati, basta mettersi d’accordo. “Hai 5/10 minuti?” . “Vuoi che ti mandi un video?”.
  • Attenzione anche ai propri limiti, per non incrementare lo stress. La quarantena può essere una buona palestra per imparare a ritrovare un po’ di tranquillità, silenziando le notifiche o misurando, e regolando, il tempo passato al telefono. É il momento adatto per un po’ di detox. Anche perché in una famiglia se iniziano a suonare 4 telefoni ogni 2 minuti si rischia di impazzire.

Archivi personali:

Approfittare del tempo a casa non solo per le pulizie domestiche, ma anche per quelle dei propri dati. È importante selezionare buttando ciò che non serve, sia perché i nostri dati consumano spazio e ambiente, sia perché altrimenti cadono nel dimenticatoio. 

  • Cancellare contatti e indirizzi inutili, fotografie, scritti, mail che non servono, registrazioni su account cui abbiamo lasciato le nostre credenziali. Trasformiamo la memoria del telefono da magazzino in cui tutto è buttato alla rinfusa, ad archivio digitale. 
  • Scegliere invece il materiale che vogliamo conservare, organizzandolo in maniera da predisporre la nostra eredità digitale.
  • Dare vita ai dati contenuti nel telefono, ad esempio stampando le foto migliori.

Il nostro pensiero

Anche se il web è nuovo, e non sappiamo ancora come, in questo periodo di quarantena, isolamento forzato e riflessione sui nostri stili di vita possiamo imparare a non rubarci l’un l’altro il tempo e la possibilità di conoscere. Possiamo proteggerci dai sistemi che, consapevolmente o meno, ci vogliono ansiosi e impauriti. Possiamo evitare spreco di denaro e la rovina dell’ambiente sociale e fisico di tutti. 

Sobri, moderati, ironici e sorridenti, consapevoli e fiduciosi. Ognuno da casa propria, ma condividendo il grande (ma non illimitato) spazio del web. E per poter stare tutti comodi, è necessario farlo responsabilmente. 

Tecnologia e società

Tecnologia e società
Conferenze a cura di Franco Marra, socio fondatore Sloweb
Ingresso libero

Giovedì 6 febbraio – 10.30 – La propaganda politica in rete
Si farà riferimento all’uso delle tecniche di comunicazione commerciale in campo politico, alle camere dell’eco, alle fake news, ai fake account, ai casi di uso improprio delle informazioni
personali come è avvenuto nel caso di Cabridge Analytica.

Giovedì 20 febbraio – 10.30 – L’intelligenza artificiale
Le reti neurali sono la tecnologia dominante dell’attuale scenario relativo all’intelligenza. Verrà descritta la loro storia ed evoluzione, il loro funzionamento, i loro limiti (bias dei dati) e le sfide che pongono alla nostra società, in particolare nel campo degli armamenti.

Facebook chiude 23 pagine di fakenews, la metà diffondeva contenuti pro Lega e M5S

Da La Stampa 12 maggio 2019

http://bit.ly/2Xy010A

Lezione sulle Fake News – UNI3

Le Fake News e le tecniche di propaganda e disinformazione minacciano il web tutti i giorni.
Per questo è importante conoscere il fenomeno delle fake news, sapere come funzionano, come vengono distribuite, come riconoscerle.

Franco Marra terrà una lezione presso l’UNI3 di Nichelino per approfondire i temi relativi a fake news e disinformazione nell’era del digitale.

Fake news: attenzione alle immagini!

di Giulia Balbo

Qualche giorno fa è circolato in rete un post con la foto di una tendopoli ricoperta di neve. Il grido di denuncia, a suon di #primagliitaliani, era relativo al fatto che ci si occupasse dei migranti quando i terremotati di Amatrice erano ancora in “quelle” condizioni. Peccato che la foto fosse di un campo profughi di Arsal, in Libano.

Leggi di più

7 tipi di contenuti fuorvianti – declinazione di una fake news

SPECIALE FAKE NEWS #EPISODIO 3 

di Federico Bottino

In un precedente articolo avevamo già parlato di quale fossero le tre fondamentali regole per difendersi dalle fake news.

  • Distinguere fra i vari tipi di contenuti fake
  • Conoscere le motivazioni di chi crea le fake news
  • Conoscere le modalità attraverso le quali vengono distribuite le fake news

In seguito all’analisi proposta dalla ricercatrice Wardle, ci sarà possibile declinare una potenziale fake news, in 7 tipologie di contenuto fuorviante.

Leggi di più

Le 3 regole d’oro per analizzare le fake news

di Federico Bottino

SPECIALE FAKE NEWS #EPISODIO 2

Nell’era delle fake news e della post verità, la disinformazione è diventata un nemico quotidiano e saperla combattere, una necessità di tutti. Gli stessi media tradizionali spesso fanno confusione per quanta riguarda la diffusione dei contenuti fallaci, mettendo nell’insieme “fake news” varie forme di disinformazione (o satira) che in realtà possono essere caratterizzate in almeno sette tipi.

Leggi di più

Bufale. Cosa sono e come riconoscerle

SPECIALE FAKE NEWS #EPISODIO 1 

di Federico Bottino

Sempre più spesso sentiamo parlare di fake news e di bufale.
Nella realtà vi sono diverse tipologie di contenuti fuorvianti, i quali possono essere completamente falsi, parzialmente falsi o semplicemente faziosi. In questo articolo cercheremo di spiegare con parole semplici cos’è una “bufala” e come riconoscerla.

Leggi di più
  • Associazione Sloweb
  • Sede legale:
  • Piazza C.L.N., 254 – 10121 Torino
  • Sede operativa c/o Escamotages
  • via Gioberti 26bis – 10128 Torino
  • Tel. 011-19916610
  • info@sloweb.org
  • C.F. 97823610015

Scrivici


    Ho letto l'informativa privacy

    Vuoi unirti a noi?

    IBAN Banca di Cherasco

    IT38N0848701000000260101691

    image/svg+xml