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Novità introdotte dalla nuova direttiva UE sul copyright

Più volte, durante l’estate, si è sentito parlare delle modifiche che il Parlamento Europeo stava tentando di fare alle regole sul diritto d’autore nell’Unione Europea.
Finalmente, dopo tante discussioni e diverse modifiche, all’inizio di settembre si è arrivati ad una votazione finale che ha portato all’approvazione del testo di riforma.

Vediamo insieme cosa comporta.

Tra le cose più surreali che l’approvazione di questa direttiva causerà, c’è il divieto di fotografare o condividere (pubblicazione online o invio tramite messaggio) monumenti o annunci pubblicitari, o qualsiasi contenuto under copyright presente in una possibile inquadratura.

Divieto assoluto anche per l’utilizzo di materiale derivante da eventi sportivi, i cui diritti appartengono solo ed esclusivamente all’organizzatore.

Allo stesso modo non si potranno utilizzare opere under copyright nemmeno per il cosiddetto user generated content, ovvero ai fini di critica, parodia, intrattenimento (pensate ai meme).

Il data mining, ovvero l’utilizzo e lo studio dei dati degli utenti, generalmente concessi in cambio di servizi gratuiti, sarà lecito solo ai fini di ricerca scientifica.

Le grandi discussioni però ruotano soprattutto intorno agli articoli 11 e 13.

L’articolo 11 dovrebbe bilanciare il peso tra le grandi piattaforme (Google e Facebook principalmente) con quello degli editori.

Il problema, qui, è che gli editori si lamentano che i link ai loro contenuti vengono usati a destra e a sinistra senza un’adeguata retribuzione per il loro lavoro. I big però rispondono che la maggior parte del traffico diretto a questi link arriva grazie alle anteprime sulle loro piattaforme, e senza, gli editori non avrebbero traffico alcuno. Un cane che si morde la coda.

La direttiva propende per gli editori, considerati la parte debole forse, specificando che spetta a ogni stato verificare che ci sia un compenso adeguato per l’uso di materiale da parte delle grandi aziende di internet, con l’esclusione degli utilizzi privati e quelli di conoscenza condivisa (come Wikipedia, ad esempio).

Cosa succederà quando le regole entreranno in vigore, ancora non è chiaro.

L’articolo 13 è quello che imputa la responsabilità dei contenuti ospitati alla piattaforma stessa. Toccherebbe quindi alla piattaforma verificare che ogni contenuto caricato dagli utenti sia originale e non protetto da copyright.

Il problema in questo caso, è che le risorse e tecnologie per portare avanti questo tipo di controllo, sebbene legittimo, sono esorbitanti. Inoltre, questo controllo potrebbe anche essere un ostacolo alla libera circolazione dei contenuti.

L’idea alla base della direttiva suggerisce che vengano stabilite a priori delle concessioni per l’utilizzo di materiale protetto da copyright, ma anche qui, non è chiaro quali siano le implicazioni a livello organizzativo e di costi.

Certamente, è bene specificare che le ultime regolamentazioni in merito al diritto d’autore online attualmente in vigore risalgono al 2001.

Da allora, i tempi, e il modo in cui usiamo internet, sono molto cambiati, ed è indubbio che nuove regolamentazioni che fronteggino le questioni poste da questo cambio d’uso, fossero più che necessarie.

Inoltre, lo scopo del Parlamento Europeo, con questa direttiva, è anche quello di uniformare le leggi sul diritto d’autore dei singoli stati, gettando delle basi comuni che siano chiare e facilmente rispettabili da tutti.

Tuttavia, per quanto gli obiettivi di questa direttiva siano nobili, la fretta nell’arrivare a una conclusione (prima delle prossime elezioni europee, che avrebbero affossato l’argomento e reso inutile il lavoro di svariati anni), e forse, volendo vedere le cose in buona fede, una scarsa conoscenza pratica della materia oggetto di modifica, hanno portato a una mancata opportunità.

Quella dell’approvazione di una riforma davvero utile che semplificasse le cose.

 

Sotto troverai due video. Uno del tecnologo Matteo Flora che approfondisce in mezz’ora gli articoli 3, 11 e 13 della riform.
L’altro è un video di satira, critico nei confronti della riforma. Almeno ci si ride un po’ su! 😂

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