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Le norme UE contro la diffusione di contenuti terroristici

di Giulia Balbo

Per combattere l’uso scorretto delle tecnologie offerte dall’era di internet, l’Unione Europea ha adottato, nell’ultimo periodo, diverse misure. Il GDPR sulla protezione dei dati, la nuova normativa copyright, o l’accordo con le aziende per il contrasto all’hate speech. Ma c’è ancora una cosa che va affrontata direttamente. La lotta contro la propaganda terroristica. Il 12 settembre, l’Unione Europea ha infatti avanzato una proposta ad hoc per affrontare la problematica della diffusione di contenuti terroristici online.

L’UE ha stabilito che la propaganda al terrorismo è una minaccia troppo grave perché i mezzi con cui viene combattuta siano decisi in autonomia dalle piattaforme di servizi online. Per cui, se la lotta all’hate speech viene gestita autonomamente dalle piattaforme in maniera volontaria, quella ai contenuti terroristici sarà fortemente regolamentata. Le piattaforme di servizi online (Google, Facebook, Twitter, e simili)  avranno l’obbligo di rimuovere i contenuti terroristici entro un’ora dalla segnalazione. Per le piattaforme online che non si adeguano sono previste multe salatissime, che raggiungono il 4% del fatturato globale dell’azienda in questione. Secondo il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker, 60 minuti sarebbero il tempo di azione massimo per poter fermare contenuti postati online che pubblicizzano atti terroristici, incitano ad azioni terroristiche e promuovono gruppi estremisti.

L’UE ha comunicato che al fine di proteggere i cittadini, le piattaforme online saranno sottoposte a severe ma chiare regolamentazioni, e assicura che verranno prese le adeguate precauzioni affinché non venga meno la libertà di espressione dei cittadini stessi. I provvedimenti si intendono diretti a tutte le aziende, di qualsiasi grandezza e nazionalità, che forniscono servizi online sul territorio dell’Unione europea.

La proposta richiede, inoltre, che le piattaforme si dotino di sistemi di detezione adeguati, e che in caso di filtraggio automatico, i contenuti sospetti vengano sottoposti al controllo umano, per ridurre la percentuale di errore. Le aziende dovranno dimostrarsi proattive nello scovare contenuti illeciti di tipo terroristico, trasparenti rispetto alla maniera con cui li contrastano e cooperative con le autorità.

In questo caso, occorre ricordare che per fornitori di servizi online si intende qualsiasi social media, piattaforma di streaming, di condivisione di file, immagini e audio, servizi cloud, e qualsiasi sito che possa ospitare user generated content, ovvero siti con sezioni di commenti o recensioni. Se si escludono i big, spesso, le aziende che gestiscono questi servizi sono molto piccole, e le misure messe in atto dalla proposta dell’UE metterebbero in seria discussione l’esistenza delle stesse, sia per i costi, sia per la mancanza di personale qualificato che si possa occupare di tematiche così specifiche.

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