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Facebook chiude 23 pagine di fakenews, la metà diffondeva contenuti pro Lega e M5S

Da La Stampa 12 maggio 2019

http://bit.ly/2Xy010A

Sistema per la sorveglianza di massa che riconosce volti e raccoglie una vasta mole di dati

Da ilSoftware 6 maggio 2019

di Michele Nasi

http://bit.ly/2wGg295

Finally! Google Will Let You ‘Auto-Delete’ The Data It Collects On You

Da Fossbytes 2 maggio 2019

di Anmol Sachdeva

http://bit.ly/2MBnr4c

Su Google si potrà finalmente scegliere di cancellare alcuni dati del proprio account.

Un primo passo per attribuire agli utenti più controllo sulla propria privacy.

Google has opened its first Africa Artificial Intelligence lab in Ghana

Da CNN 16 aprile 2019
di Aanu Adeoye, CNN

https://cnn.it/2ItCR5e

La svolta di Mark Zuckerberg: “Il futuro è nel privato”

Da Repubblica del 30 aprile 2019

http://bit.ly/2K3pU5j

La memoria ritrovata

Martedì 28 maggio alle 18.30 al Circolo dei Lettori viene presentato LA MEMORIA RITROVATA un libro di memorie particolare, perché preparato nell’ambito di una ricerca scientifica sull’Alzheimer. La Associazione Abilityamo ha promosso questa ricerca con una equipe dell’ospedale San Luigi di Orbassano e con il sostegno del Comune di Piossasco.

Si vuole indagare su quale sia il contributo al ritardare e mitigare gli effetti della malattia praticando l’esercizio della memoria personale, anche con l’ausilio di strumenti digitali. I racconti e i racconti suscitati dalle immagini sono stati raccolti, selezionati e valorizzati tramite la piattaforma eMemory, che è stata messa a disposizione per la ricerca. eMemory permette come sapete raccolta e gestione in totale privacy, senza alcun rischio di uso improprio del web da parte del gestore. eMemory infatti mette in pratica con rigore i principi di Sloweb.

Paola Gamna, che due anni or sono citò eMemory nel suo “Salva con nome”, manuale per la redazione di memorie di famiglia edito da Golem, ha lavorato con Nicole Martinet, designer di eMemory e di eLegacy, per comporre e preparare con cura, rapidità e basso costo LA MEMORIA RITROVATA: “temevo fosse molto complicato, non è stato invece affatto difficile, grazie per quello che mi avete insegnato” ha detto Paola a Nicole.

Vi aspettiamo al Circolo dei Lettori per rispondere ad ogni domanda in merito.

Gli account di persone decedute su Facebook stanno diventando un problema


Anche il social network più famoso del mondo si sta scontrando con il destino che attanaglia tutti noi: la mortalità. Il social si sta riempiendo, infatti, di account di persone decedute.

Uno studio dell’Oxford Internet Institute ha stimato che tra una cinquantina di anni, sul social blu, i profili di persone decedute supereranno quelli di persone viventi. Tutti questi profili “zombie” corrispondono a un’enorme mole di dati, e prima o poi i gestori del network dovranno iniziare a chiedersi e stabilire chi può esercitare diritti su questi dati, come vadano gestiti e se gli storici potranno avervi accesso.

A livello sociale questo è un tema nuovissimo, ma la gestione dei dati provenienti da account di persone decedute, non solo su Facebook, ma anche su centinaia di altri servizi digitali, presto interesserà la vita di ognuno di noi.

L’insieme dei dati lasciati da persone decedute pian piano diventerà parte del patrimonio culturale digitale globale. Non si è mai avuto, nella storia, un archivio tanto vasto della cultura e dei comportamenti umani. Il controllo di questo patrimonio potrebbe significare avere il controllo di una parte della storia.

È fondamentale assicurarsi che l’accesso a questi dati non sia limitato solo ad aziende con scopi commerciali, e che le future generazioni possano usufruirne per studiare e capire la storia contemporanea.

Articolo originale in foto

eLegacy, l’app per l’eredità digitale su Ansa.it

Si parla di eLegacy sul sito di Ansa.it. Nell’articolo, Alessandro Macagno, fondatore di eLegacy e socio Sloweb, racconta come è nata l’idea del progetto e quali sono i servizi della piattaforma.


Potete leggere l’articolo completo a questo link.

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